Archivio per 21 Dicembre 2006

La saga dei Malaussène

Riporto dal vecchio blog il post su la saga dei Malaussène che avevo scritto nel settembre 2004. Anche ora ogni tanto vado a rileggermi qualche pagina di Pennac.

Published Settembre 2nd, 2004

«L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire.» [Daniel Pennac, Come un romanzo]

«Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.» [Daniel Pennac, Come un romanzo]

Se Pennac fosse un mio professore di Liceo, ne sarei perdutamente innamorata.

Sì sì, lo so, arrivo tardi a scoprire i Malaussène.
Scusate se ho 15 anni!
Comunque, tardi o no, sono un incanto.
Ecco i romanzi che fanno parte del ciclo dedicato alla famiglia Malaussène (le date si riferiscono all’anno della prima edizione rispettivamente italiana e francese):

Il paradiso degli orchi, 1991 (orig.: Au bonheur des ogres, 1985);
La fata carabina, 1992 (orig.: La fée carabine, 1987);
La prosivendola, 1991 (orig.: La petite marchande de prose, 1989); Se si vogliono leggere i libri della saga in ordine corretto in italiano, è importante tener presente che nell’edizione italiana “La prosivendola” è stato pubblicato prima de “La fata carabina”.
Signor Malaussène, 1995 (orig.: Monsieur Malaussène, 1995);
Ultime notizie dalla famiglia, 1997 (l’edizione italiana accorpa due libri Monsieur Malaussène au théâtre del 1995 e Des Chretiens et des maures del 1996);
La passione secondo Thérèse, 1999 (orig.: Aux fruits de la passion, 1999).

Per le info rimando a Wikipedia (qui), da cui è tratto l’elenco.

Non voglio fare una recensione, non ne sono capace e ce ne sono tante in giro. Rimando ad una quale esempio (L’INDICE ).
Volevo solo dire che cosa li ha fatti piacere a me.
Innanzitutto il linguaggio. Straordinario. Una capacità di penetrare l’animo umano in profondità e al tempo stesso di rendere tutto questo attraverso il comico, nel senso migliore stilisticamente parlando.
La narrazione, capace di portare il lettore (me) a non abbandonare la lettura fino alla fine. Insomma come qualcosa di sfizioso da metter sotto i denti o da indossare che non si vorrebbe mai smettere o togliere.
L’immedesimazione e partecipazione. Per quanto vengano narrate situazioni irreali, l’atmosfera di calore umano e il modo di relazionarsi agli altri e al mondo mi coinvolgono direttamente sentendomi rappresentata in quel modo di sentire.
L’affetto. Sì, l’affetto. Provo molto affetto per questi romanzi. Lo stesso affetto che provavo per le favole da piccola. E lo stesso desiderio di risentirle ancora e ancora. Li ho già riletti, infatti. E credo che continuerò a farlo, provando lo stesso sentimento che sentivo da bambina nel riascoltare una storia che conoscevo già, ma che mai e poi mai mi annoiava.

Le copertine in edizioni italiane e francesi:

il-paradiso-degli-orchi.jpg au-bonheur-des-ogres.jpg
la-fata-carabina.jpg la-fee-carabine.gif
la-prosivendola.jpg la-petite-marchande-de-prose.jpg
signor-malaussene.jpg monsieur-malaussene.jpg
ultime-notizie-dalla-famiglia.jpg monsieur-malaussene-au-theatre.jpg des-chretiens-et-des-maures.jpg

la-passione-secondo-therese.jpg aux-fruits-de-la-passion.JPG