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Calvino

 

«Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.» [Italo Calvino, Il barone rampante]
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Non voglio riportare quanto avevo scritto precedentemente sui libri di Italo Calvino.
Di lui ho letto tutto ciò che è stato pubblicato.
Di lui io penso si debba leggere tutto.
È più che raro trovare qualcuno capace di una scrittura così cristallina, semplice e ricchissima allo stesso tempo.
Lui è sicuramente fra i miei scrittori preferiti.

A me sembra impossibile che qualcuno non l’abbia letto, ma se così fosse, incominciate dalla “trilogia araldica”, tre racconti lunghi o romanzi brevi:

1. Il visconte dimezzato, 1952 (ambientato in Boemia e Italia alla fine del ‘600 presenta come tema centrale il problema dell’uomo contemporaneo – dell’intellettuale, per essere più precisi – dimezzato, cioè incompleto) [RECENSIONE];
2. Il barone rampante, 1957 (ambientato in un paesino immaginario della riviera ligure, Ombrosa, in esso il comportamento del protagonista, il barone Cosimo che vive sugli alberi, si rifà a un’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità. Dietro al romanzo vi è uno studio attentissimo sull’Illuminismo) [RECENSIONE];
3. Il cavaliere inesistente, 1959 (ambientata in un fantasioso Medioevo con caratteri di modernità - da principio sotto le mura di Parigi, in seguito negli accampamenti cristiani durante la guerra contro i mori, poi in Inghilterra, in Marocco e infine nuovamente in terra francese – la storia si svolge nel IX secolo, durante la guerra contro i musulmani, che occupavano la Spagna. Si ispira e rivela grande studio sulla chanson de geste appartenente al ciclo carolingio) [RECENSIONE].

 

La saga dei Malaussène

Riporto dal vecchio blog il post su la saga dei Malaussène che avevo scritto nel settembre 2004. Anche ora ogni tanto vado a rileggermi qualche pagina di Pennac.

Published Settembre 2nd, 2004

«L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire.» [Daniel Pennac, Come un romanzo]

«Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.» [Daniel Pennac, Come un romanzo]

Se Pennac fosse un mio professore di Liceo, ne sarei perdutamente innamorata.

Sì sì, lo so, arrivo tardi a scoprire i Malaussène.
Scusate se ho 15 anni!
Comunque, tardi o no, sono un incanto.
Ecco i romanzi che fanno parte del ciclo dedicato alla famiglia Malaussène (le date si riferiscono all’anno della prima edizione rispettivamente italiana e francese):

Il paradiso degli orchi, 1991 (orig.: Au bonheur des ogres, 1985);
La fata carabina, 1992 (orig.: La fée carabine, 1987);
La prosivendola, 1991 (orig.: La petite marchande de prose, 1989); Se si vogliono leggere i libri della saga in ordine corretto in italiano, è importante tener presente che nell’edizione italiana “La prosivendola” è stato pubblicato prima de “La fata carabina”.
Signor Malaussène, 1995 (orig.: Monsieur Malaussène, 1995);
Ultime notizie dalla famiglia, 1997 (l’edizione italiana accorpa due libri Monsieur Malaussène au théâtre del 1995 e Des Chretiens et des maures del 1996);
La passione secondo Thérèse, 1999 (orig.: Aux fruits de la passion, 1999).

Per le info rimando a Wikipedia (qui), da cui è tratto l’elenco.

Non voglio fare una recensione, non ne sono capace e ce ne sono tante in giro. Rimando ad una quale esempio (L’INDICE ).
Volevo solo dire che cosa li ha fatti piacere a me.
Innanzitutto il linguaggio. Straordinario. Una capacità di penetrare l’animo umano in profondità e al tempo stesso di rendere tutto questo attraverso il comico, nel senso migliore stilisticamente parlando.
La narrazione, capace di portare il lettore (me) a non abbandonare la lettura fino alla fine. Insomma come qualcosa di sfizioso da metter sotto i denti o da indossare che non si vorrebbe mai smettere o togliere.
L’immedesimazione e partecipazione. Per quanto vengano narrate situazioni irreali, l’atmosfera di calore umano e il modo di relazionarsi agli altri e al mondo mi coinvolgono direttamente sentendomi rappresentata in quel modo di sentire.
L’affetto. Sì, l’affetto. Provo molto affetto per questi romanzi. Lo stesso affetto che provavo per le favole da piccola. E lo stesso desiderio di risentirle ancora e ancora. Li ho già riletti, infatti. E credo che continuerò a farlo, provando lo stesso sentimento che sentivo da bambina nel riascoltare una storia che conoscevo già, ma che mai e poi mai mi annoiava.

Le copertine in edizioni italiane e francesi:

il-paradiso-degli-orchi.jpg au-bonheur-des-ogres.jpg
la-fata-carabina.jpg la-fee-carabine.gif
la-prosivendola.jpg la-petite-marchande-de-prose.jpg
signor-malaussene.jpg monsieur-malaussene.jpg
ultime-notizie-dalla-famiglia.jpg monsieur-malaussene-au-theatre.jpg des-chretiens-et-des-maures.jpg

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